ESSERE MULTI-TRADIZIONALI/ ON BEING MULTI-TRADITIONAL

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[English below]

Non si tratta di una gara, non è una competizione. Ciò che fai, lo fai per te, per i tuoi spiriti e il tuo viaggio in questa vita.

Steven Bragg

A volte mi viene chiesto perché ho avuto così tante iniziazioni e come riesco a gestire così tanti percorsi spirituali differenti. Alcune volte mi accusano di essere un “apprendista di molto, maestro di poco” e un collezionista di titoli; salta fuori anche il concetto biblico di non essere capace di servire due padroni. Così, oggi, vorrei prendermi un momento per spiegare dal mio punto di vista perchè credo sia importante per alcune persone andare incontro a tradizioni e training appartenenti a più di un cammino spirituale. Mi auguro che ciò serva il buon proposito di portare una migliore comprensione per gli schieramenti su ambo i lati del problema.

Un principio di base in cui credo è che tutte le persone nascano con molti esseri spirituali attorno ad essi, connessi ad essi. Vi sono gli antenati di sangue, gli spiriti guida, gli esseri superiori, spiriti con cui potenzialmente potremmo entrare in contatto, e infine la forza spirituale personale che domina la vita di ciascun individuo. Ma questo è ciò che avviene soltanto alla nascita. Se l’individuo diviene spiritualmente attivo allora egli può acquisire più spiriti man mano che percorre i sentieri spirituali; se l’individuo, invece, non diviene mai spiritualmente attivo, queste forze tendono a rimanere sullo sfondo, tentando di guidarlo in silenzio, alcune volte giungendo in sogno o tramite intuizioni.

Se la persona diventa spiritualmente attiva, ed è esposta al giusto insieme di circostanze ed influenze, può accadere che spiriti differenti richiedano che l’individuo affronti situazioni diverse in modo che gli spiriti stessi possano ottenere guarigione o elevazione o qualunque altra cosa, o può capitare che essi necessitino di essere nutriti o potenziati in qualche modo. Probabilmente i lontani antenati desiderano che i loro discendenti siano spiritualmente attivi in un modo preciso, ma poichè gli antichi riti sono andati perduti conducono l’individuo verso un altro percorso in modo che i riti vengano “osservati” secondo il loro volere ed egli possa imparare cose simili agli antichi costumi che gli antenati possono riconoscere. A volte accade che una persona possieda un debito ancestrale da pagare, come ad esempio lo schiavismo nel Sud, e che il “peccato dei padri” debba esse espiato in modo da portare guarigione a quegli spiriti che vennero ridotti in schiavitù durante la vita. Vi sono molti potenziali motivi perché questo accada, e ciò dipende dalla formazione spirituale della persona. Questo ci mi porta al punto successivo.

Oggi più che mai, e specialmente qui negli Stati Uniti, molte persone sono un miscuglio di differenti stirpi, antenati, culture e così via. È ragionevole pensare, dunque, che un individuo con differenti backgrounds ancestrali possa, non sempre, avere la necessità di sottoporsi a certi riti in modo da portare sollievo ai loro antenati secondo modalità che essi possano riconoscere e accettare. Alcune pratiche spirituali possono essere universali, ma non tutte lo sono e talvolta il modo corretto di praticare dipende dalle preferenze degli spiriti personali. Se qualcuno si sente attratto da cose differenti, deve necessariamente esserci una ragione perchè ciò avviene. Consiglierei di contattare sacerdoti/sacerdotesse dei diversi cammini con cui si viene in contatto, fare ricerche prima di buttarsi in qualsiasi cosa e prendersi del tempo per pensare. Non si tratta di una gara, non è una competizione. Ciò che fai, lo fai per te, per i tuoi spiriti e il tuo viaggio in questa vita.

Userò me stesso come esempio per tutto ciò che ho detto sopra. Quando da principio iniziai il mio viaggio spirituale, ero un solitario, un wiccan eclettico. Lessi molti dei libri pubblicati dalla Llewelyn. Nonostante tutto arrivai a un punto di stallo. Non ero connesso al mondo spirituale come sentivo che sarebbe dovuto essere. Di sicuro esistevano alcune connessioni ma sapevo che c’era di più e avevo bisogno di ricercarlo. Perchè? Non avevo idea a quel tempo, sapevo soltanto che dovevo farlo. Così, prima che avessi una reale cognizione del lavoro con i miei antenati, li pregai perchè mi conducessero dove avevo bisogno di andare. Poco dopo, venni invitato alla mia prima cerimonia Vodou Haitiana. Di certo fu la cosa più toccante che avevo mai sperimentato ed ogni fibra del mio essere disse “È questo!”. Per farla breve, finii su un aeroplano verso Haiti per sottopormi al kanzo (iniziazione). Soltanto più tardi compresi il motivo. Non era perché sarei dovuto diventare un Houngan e condurre una casa; era perchè stavo in parte pagando un debito ancestrale contratto dai miei antenati schiavisti del Sud, e in parte perchè anche il mio stesso spirito potesse essere rimodellato in un modo che soltanto il Vodou poteva fare. Adesso ero dunque in grado di sottopormi in modo debito (lo era per me) ai rituali della British Traditional Wicca per via dei miei molti antenati di sangue. Più tardi scoprii che il 75% del mio sangue proveniva dal Regno Unito; era dunque importante che apprendessi qualcosa che era nato sul suolo britannico.

Accaduto ciò divenni pronto perché la forza spirituale dominante nella mia vita si rivelasse. Si presentò così La Santissima Muerte. Dopo che ricevetti il mio addestramento con essa, Lei mi apparve in sogno e mi mostrò come era stata intorno a me per tutta la mia intera esistenza. Mi spalancò dunque le porte perchè potessi presenziare ad alcuni rituali incentrati sulle religioni del Congo, sotto la sua protezione, in modo che alcuni degli spiriti attorno a me potessero essere guariti e che io stesso imparassi di più su come lavorare con queste forze della terra più oscure e pericolose e si accendesse in me l’entusiasmo per ciò che potevo trovare nel Palo Mayombe.

Ho appreso molte cose nelle ultime due decadi? Si. Sono un maestro di tutte? No. Ma non credo di aver bisogno di essere un cosiddetto maestro di tutto ciò che ho appreso perchè non era destino che lo fossi. Ho vissuto tutto ciò per i miei spiriti, i miei antenati…. non per esaudire le aspettative degli altri. Ma soltanto perché non sono un maestro di tutte queste cose, ciò non significa che io non sia dannatamente bravo in esse. Mi ricordo di quando facevo parte di una banda durante la scuola elementare e alle superiori; suonavo uno strumento diverso ogni anno; cominciai con gli ottoni e finii con i legni. Comunque, ogni anno ero sempre il suonatore in prima fila per ciascuna sezione in cui mi trovavo, e ho avuto una formazione scolastica musicale nei tre anni in cui suonai al college. Così, probabilmente non sono un maestro in tutte le mie tradizioni spirituali, ma sono comunque migliore di molte persone nelle stesse tradizioni. In tutto il mio viaggio, ho incontrato soltanto pochissimi maestri. Ho incontrato invece un gran numero di persone che pensano di essere dei maestri ma che in realtà non riescono a vedere al di là del proprio naso.

Parte del mio compito in questa vita è essere una guida per gli altri, aprire porte e strade, connettere persone ai differenti cammini in modo che essi stessi possano procedere da soli lungo i loro viaggi spirituali. Questo si riflette nella forte connessione che ho con gli spiriti dei crocicchi in molte delle mie tradizioni. Se non avessi avuto tutte queste tradizioni non sarei stato in grado di esaudire le aspettative di ciò che ero destinato a compiere.

Per quanto riguarda il non essere in grado di “servire due padroni” o “servire due altari”, prima di tutto ciò origina da una fonte monoteistica, abramitica. Non sono un ebreo, un cristiano o un musulmano, dunque questo concetto non è applicabile a me. Comunque, andando al di là e considerando il significato più profondo, dirò quanto segue: nessuno degli spiriti che servo sono la Divina Forza Creativa dell’universo. Essi sono esseri spirituali e non sono i miei padroni. Io lavoro con questi esseri, non li adoro. Io li ringrazio, apprezzo e amo ma non vedo me stesso come un loro schiavo. Ad ogni modo devo gestire il mio tempo, risorse ed energie, perché ho lavorato per stabilire una relazione con tutti loro ed essi comprendono ciò che devo compiere in questa vita e sanno che mi condividono con altri esseri. Conosco soltanto un dio geloso.

Uno dei vantaggi che ho trovato nell’essere multi-tradizionale è che quando qualcuno viene da me con un problema sono in grado di definire con precisione la natura del problema più velocemente e accuratamente di altri e posso inoltre occuparmi direttamente del problema o mandare la persona da un sacerdote/praticante rispettabile, invece di abbandonarli ad una ricerca senza speranza che possibilmente gli farebbe sprecare un sacco di tempo, impegno e denaro nel cercare qualcuno onesto che non gli estorca tutto il denaro che possono pagare.

Chiuderò dicendo, che ognuno ha le proprie ragioni per ciò che fa. Non spetta a me sedermi sullo scranno e giudicare i motivi per i quali la gente possa fare questa, quella o un’altra cosa. Di certo non si ottiene nulla di positivo o in alcun modo utile. Alcuni potrebbero essere dei collezionisti di titoli, e se fosse così sono affari loro. Non mi interessa davvero. Come diciamo da noi, la prova sta nel pudding, e la stragrande maggioranza delle volte il pudding migliore si ottiene a porte chiuse, non in pubblico perché venga visto da tutti. La natura dell’occulto è che è occulto, segreto. Le letture sono fatte in privato, i lavori sono fatti in privato. Le cerimonie pubbliche sono per la comunità e possono provvedere ad alcune cose, ma gli incanti e i lavori più forti sono fatti in privato, non perché debbano necessariamente essere super segreti, ma perchè è così che avviene quando stai provocando dei cambiamenti nella vita delle persone. Non sono affari di nessun altro e non necessitano di essere sbandierati in lungo e in largo.

Nessuno può o dovrebbe essere multi-tradizionale dal momento che non tutti sono in grado di gestirlo. Ma per chi tra noi lo è, molti di noi comunque, facciamolo per i nostri spiriti, il nostro personale viaggio nella vita e per le persone che aiuteremo lungo il cammino.

Steven Bragg

[Gran sacerdote di terzo grado in 5 tradizioni: Gardneriana, Alessandrina, New York Welsh, New York Wica, e Minoan Brotherhood; devoto e praticante de La Santissima Muerte e Quimbanda, Houngan Asogwe nel Vodou Haitiano, Padre Nganga nel Palo Mayombe; il suo lavoro si concentra sulla venerazione degli antenati. Ha ottenuto una laurea in filosofia con accento sullo studio delle religioni del mondo presso l’Università statale del Mississippi.]


[English version]

It’s not a race, nor is it a competition. It’s for you, your spirits, and your journey in this life.

Steven Bragg

At times I’m asked why I’ve gone through so many initiations and how do I handle so many different spiritual paths? Sometimes I’m accused of being a “Jack of all trades, master of none” and a title collector. The Biblical concept of not being able to serve two masters also comes up. So, today I’d like to take a moment and explain, from my point of view, why I believe it’s important for some people to go through the initiations and trainings of more than one spiritual path. Hopefully this will serve a good purpose in bringing about a better understanding for folks on both sides of the issue.

A foundational belief I hold is that all people are born with many spiritual beings around them, connected to them. There are the person’s blood ancestors, spirit guides, higher beings and their potentials, and then finally that person’s dominating spiritual force. But that’s just at birth. If a person becomes spiritually active then he or she may pick up more spirits the further down the spiritual road this person walks. However, if a person never becomes spiritually active, these forces tend to remain in the background, silently attempting to guide the person, sometimes coming through in dreams or as intuition.

If a person does become spiritually active, and they’re exposed to the right set of circumstances and influences, it may come to light that these different spirits require the person to go through different things in order to bring about healing or elevation or whatever to these spirits, or that they need to be “fed” or empowered in a certain way. Perhaps the person’s long-ago ancestors wish their descendant to be spiritually active in a certain way, but the ancient rites have been lost, so they lead the person to another path in order to be “made” in the way they want them to be and to pick up things similar to the older ways that these ancestors recognize. Sometimes a person has an ancestral debt to pay off, such as with slavery in the South, and the “sins of the fathers” must be dealt with in order to bring about healing for those spirits who were enslaved during life. There are many potential reasons for this to happen, depending on the spiritual make up of the person. Which brings me to my next point.

Today more than ever, and especially here in the U.S., many people are mixtures of different bloodlines, ancestries, cultures, and so on. It stands to reason that a person with varying ancestral backgrounds may, not always but may, need to undergo certain rites in order to lift up those ancestors in ways that they recognize and accept. Some spiritual practices can be universal, but not all them are, and at times it depends on the preferences of the person’s spirits which is the correct way for them. If someone feels pulled to different things, there may be a reason for that. I’d advise reaching out to priests/esses of these different paths, researching before jumping into anything, and taking one’s time. It’s not a race, nor is it a competition. It’s for you, your spirits, and your journey in this life.

I’ll use myself as an example for all the things above. When I first started on my personal spiritual journey I was solitary, eclectic Wiccan. I read lots of Llewelyn books. However, I got to a point where it simply wasn’t cutting it. I wasn’t connected to the spiritual world like I felt I should be. Sure, there was some connection, but I knew there was more to it and I knew I needed to seek it out. Why? I had no idea at the time, I just knew I had to. So, before I even had a real concept of working with my ancestors, I prayed to them to lead me to where I needed to go. Shortly after that, I was invited to my first Haitian Vodou ceremony. Of course it was the most impressive thing I’d ever experienced, and every fiber of my being said, “This is it!” Long story short, I ended up on a plane to Haiti to undergo the kanzo (initiation.) Only later did I come to realize the reasons why. It wasn’t because I was supposed to eventually become an Houngan and lead a house. It was because I was in part paying off an ancestral debt incurred by my Southern slave-owning ancestors, also in part so my own spirit could be re-molded in a way only Vodou could do. Once this was done, I found myself in a situation where I could properly (for me, that is) undergo the rites of British Traditional Wicca for many of my blood ancestors. Later I found out that 75% of my blood comes from the U.K., so it was important that I pick up something that was born on British soil.

After all this was when I was ready for the dominating spiritual force in my life to reveal herself. Enter La Santisima Muerte. After I received my training with her she came to me in a dream and showed me how she’d been around me my whole life. Then she opened the door for me to undergo certain Congo-based rites, under her protection, in order to heal some spirits around me and for me to learn more of how to work with those darker and more dangerous forces of earth and fire one finds in Palo Mayombe.

Have I picked up a great deal in the last two decades? Yes. Am I a master of all of them? No. But then, I don’t believe I need to be a so-called master of everything I’ve picked up, because I wasn’t meant to. I’ve gone through all this for my own spirits, my own ancestors…not to fulfill the expectations of others. But just because I’m not a master at all of them doesn’t mean I’m not damn good at them. I remember when I was in band in junior and high school. I played a different instrument every year, started out with brasswinds and ended up with woodwinds. However, every year I was always the first chair player of whatever section I was in, and I had music scholarships for the three years I played in college. So, maybe I’m not a master in all my spiritual traditions, but I’m still better than a lot of people in these same traditions. In all my journeys I’ve met very few masters. I’ve met a lot of people who think they’re masters, but really they can’t see beyond their own glass ceilings.

Part of my role in this life is to be a guide for other people, opening doors and roads, connecting people to the different paths in order for them to further themselves in their own spiritual journeys. This is reflected in the strong connections I have to the crossroads spirits in most of my traditions. If I didn’t have all these traditions I wouldn’t be able to fulfill this aspect of what I was meant to do.

As for not being able to “serve two masters” or “serve at two altars,” first of all that originates from a monotheistic, Abrahamic source. I’m not Jewish, Christian, or Muslim, so that doesn’t apply to me. However, going beyond that addressing the deeper meaning, I’ll say this. None of these spirits that I serve are the Divine Creative Force of the universe. They are spiritual beings, and they are not my masters. I work with these beings; I do not worship them. I give them thanks and appreciation and love, but I don’t see myself as their slave. I do have to juggle my time, resources, and energy, however, because I’ve gone throug the work of establishing relationships with all of them, they understand what it is I have to do in this life, and they know they share me with other beings. I only know of one jealous god.

One of the advantages I’ve found in being multi-traditional is when someone comes to me with an issue, I can usually pinpoint the nature of the problem more quickly and accurately than others, and I can either take care of the problem myself or refer the person to a reputable priest/worker, instead of sending them on a wild goose chase and them possibly spending lots of time, effort, and money finding someone who isn’t a fraud or out to milk them of as much money as they can.

So, I’ll close this with saying, everyone has their own reasons for what they do. It’s not my place to sit in judgment of why people may be doing this, that, or the other. That certainly doesn’t accomplish anything positive or helpful in any way. Some people may be collecting titles, and if so that’s their business. I really don’t care. The proof of all this lies in the pudding, and the vast majority of the time the best pudding is made behind closed doors, not out in the public for all to see. The nature of the occult is that it is occult, secret. Readings are done in private; workings are done in private. Public ceremonies are for the community and can provide some things, but the strongest witchcraft and workings are done in private, not really because it has to be super secret, but because this is when you’re affecting change in a person’s life. That is no one else’s business and doesn’t need to be proclaimed far and wide.

Not everyone can or should be multi-traditional, as not everyone can handle it. But for those of us who do, most of us anyway, we do it for our own spirits, our own life journeys, and for the people we help along the way.

Steven Bragg

[Third Degree High Priest in 5 traditions: Gardnerian, Alexandrian, New York Welsh, New York Wica, and Minoan Brotherhood; devotee and worker in La Santissima Muerte and Quimbanda, Houngan Asogwe in Haitian Vodou, Padre Nganga in Palo Mayombe; his work is focused on the ancestors veneration. He holds a Bachelor degree of Arts in Philosophy with an emphasis in World Religious Studies from Mississippi State University.]

Una risposta a "ESSERE MULTI-TRADIZIONALI/ ON BEING MULTI-TRADITIONAL"

  1. Leggendo questo articolo non ho provato altro che ammirazione. Nessun pregiudizio. Il percorso è di ognuno e di ognuno soltanto. Non solo è strettamente personale, ma è diverso e unico per ognuno di noi. “Sentire” le proprie radici è scoprire se stessi e seguirle non importa fin dove crea un percorso ignoto, che se intrapreso porterà ricchezza spirituale e chissà cos’altro. Trovo che sia ciò che ha fatto Steven Bragg. Come lui stesso scrive, chi ha una mente monoteista, non solo non condivide il multi-tradizionalismo, ma soprattutto non riesce ad avere una piena comprensione di ciò di cui si parla, a causa di tutta una serie di interpretazioni di nomi e concetti che nelle religioni monoteiste sono molto molto diverse.

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